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Cosa e perché

Il Campus di educazione alla pace nacque nell’estate del 2016 nel quartiere dell’estrema periferia sud di Milano, Gratosoglio, e volle essere, fin dal principio, un'azione simbolica, un avvio di un processo di dialogo nel quartiere, un laboratorio di pace, fra giovani e adulti di diversa composizione etnica e religiosa dopo che i sanguinosi attentati compiuti a Parigi nell’autunno del 2015 misero a dura prova la già difficile convivenza in quartiere fra i cittadini autoctoni e i nuovi cittadini soprattutto di religione musulmana.

La proposta, in quell’estate, si stendeva nell’arco di una settimana di convivenza per adolescenti e giovani cristiani e musulmani negli spazi dell’oratorio della Parrocchia del Quartiere e in alcuni punti della città di Milano dove vivere esperienze condivise di riflessione, di sport, di visita a mostre e musei e dove incontrare testimoni credibili di dialogo. Insieme ai giovani cittadini del Quartiere erano presenti, come invitati speciali, alcuni giovani della città di Sarajevo, capitale della Bosnia ed Erzegovina, testimoni di seconda generazione di come il pregiudizio e la separazione possano condurre una nazione oltre l’orlo del baratro. 

Tuttavia col tempo, mentre l'intuizione si faceva progetto, abbiamo colto il valore di aprire la proposta a giovani di altre parti della città  e di diverse provenienze europee in modo particolare dalla martoriata banlieu parigina di Saint-Dènis. Questo incontro si è rivelato fecondo di nuovi pensieri e di diffusione di pratiche (anche a Parigi è nato nel 2018 un, seppur limitato nel tempo, campus della pace) e ha permesso al nostro quartiere, isolato alla periferia della grande città, di aprirsi inaspettatamente e diventare per una settimana il cuore dell'Europa giovane che sogna e pratica la pace e abbatte muri invisibili e persistenti fra genti di culture e religioni differenti ma anche nella nostra città, fra centro e periferia.

Il campus della pace è stato infine il punto da cui sono passate anche personalità del mondo politico, religioso e sociale come il Prof. Romano Prodi oppure il Cardinale Angelo Scola o Don Luigi Ciotti, Latifa Ibn Ziaten e Sultana Razon. Il Campus della Pace si è sempre svolto con il Patrocinio del Comune di Milano e anche, nell’edizione del 2017, con il Patrocinio della Fondazione Cariplo e, nel 2018, con quello della Fondazione Mondo Unito presso la Santa Sede.

Siamo convinti di aver proposto un'esperienza che ha saputo attivare pensiero attraverso l'approfondimento tematico di alcuni fenomeni sociali, temi di geopolitica, episodi storici e fatti di attualità; passione ed emotività attraverso l'ascolto reciproco in focus group, la condivisione del tempo e dello spazio fra giovani di provenienze diverse e l'ascolto di stili di vita dati nelle testimonianze o attraverso pratiche teatrali e in generale laboratoriali ed infine azione spingendo i giovani ad assumersi la propria responsabilità con un impegno simbolico di volontariato da replicare poi nella quotidianità della propria città.

La grave situazione che si è scatenata con il diffondersi del Sars-Cov2 e l’isolamento in cui ancora siamo costretti, non ci permette di programmare una VI edizione in presenza del Campus ma il desiderio di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni nella ricerca della pace e del dialogo e il desiderio che si allarghi l’agorà in cui accendere confronti e lasciare che accadano gesti di incontro e processi culturali, ci ha spinti non a fissare eventi webinar di difficile partecipazione ma a creare una piattaforma che, se da una parte possa raccogliere i pur piccoli gesti e progetti di pace, dall’altra li renda fruibili, li divulghi e, nel limite del possibile, apra l’intelligenza ad una possibile ed eventuale modellizzazione da una periferia all’altra.